Di Michele Battaglia

La mattina di sabato 17 ottobre, diverse centinaia di studenti provenienti dalle varie scuole superiori della provincia di Bergamo si sono radunati in centro città presso Piazzale degli Alpini con l’intento di protestare per le condizioni in cui versa il sistema scolastico italiano, condannare le crescenti spese belliche e chiedere al governo di intervenire più fermamente in riguardo al conflitti Israelo-Palestinese e Ucraino.
La protesta
Promosso dai collettivi studenteschi e dalla CGIL, lo sciopero ha avuto inizio in concomitanza con le lezioni: i partecipanti, in un primo momento raccolti davanti al BergamoScienceCenter, hanno mantenuto le loro posizioni in Piazzale degli Alpini, alternando interventi e discorsi in cui si esponevano le richieste dei protestanti a cori contro un governo ai loro occhi inadempiente.
Con l’aumentare dei partecipanti, alle ore 9:45 il gruppo è avanzato sulla Stazione di Bergamo, per sfociare poi in un corteo che, accompagnato dalle forze della Polizia ad aprire la strada, ha percorso Viale Papa Giovanni XXIII, attraversando Porta Nuova e giungendo infine in Piazza della Libertà , dove i manifestanti si sono stabiliti per alcune ore, fin quando il corteo non si è sciolto nelle prime ore del pomeriggio.
Tensioni
Nonostante la presenza delle forze dell’ordine e la relativa moderatezza dei partecipanti, sono da segnalarsi alcuni momenti di agitazione nel corso della mattinata, causati dall’arrivo di gruppi di individui estranei alla protesta responsabili di numerose azioni caotiche.
Un primo episodio si è verificato intorno alle ore 9, dove a seguito di alcune esplosioni di fronte all’Istituto Tecnico Vittorio Emanuele II, la comparsa di un contingente della polizia in equipaggiamento antisommossa ha portato all’allontanamento dei responsabili.
Questi gruppi si sono ripresentati nel corso della mattina, portando a un momento di contrasto con le forze dell’ordine in prossimità dei Propilei, quando diversi individui hanno scatenato un tumulto, portando all’arresto di alcuni dei responsabili. Secondo altre ricostruzioni, i disordini sarebbero continuati sul finire della protesta, portando al verificarsi di atti di vandalismo nei pressi di Piazza della Libertà .
Un esempio di responsabilitĂ
Scaturita per richiedere migliori condizioni nelle scuole e un futuro più speranzoso, la protesta di questo sabato ha visto protagoniste sia la gioventù di tutta la provincia di Bergamo, che ha dimostrato una grande consapevolezza in merito alle più pressanti questioni di questi anni, che le Forze dell’Ordine, le quali hanno saputo gestire la dinamica complessa della protesta anche in momenti di grande difficoltà ; l’azione di entrambe le parti, nel suo complesso, ha ottenuto lo scopo di attirare gli sguardi sulle necessità sentite dagli studenti, limitando i danni collaterali e impedendo le degenerazioni violente che hanno tristemente caratterizzato le grandi città come Torino e Milano.
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