Volley Italia effetto Lazzaro: resuscitati gli Stati Uniti

Un’immagine rende bene la partita di ieri sera, ultima degli Azzurri nella fase preliminare del campionato mondiale di pallavolo in Polonia, ed è sicuramente quella di Ivan Zaytsev che, dopo l’infortunio, viene sollevato di peso dai compagni per braccia e gambe e trasportato fuori dal campo. Siamo sul 16 a 16 del secondo parziale, il primo è andato agli statunitensi per 25 a 18, un salto per andare a murare si conclude con un appoggio rovinoso sulla caviglia destra di quello che Lucchetta, l’esagitato commentatore di RaiSport, definisce lo zar di tutte le regioni italiane. Gli eventi immediatamente successivi li conoscete. Sostituito, si deve accontentare di una prestazione ancora non stratosferica e di guardare i compagni con un pallone come cuscino ed una borsa del ghiaccio come cavigliera.

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Ivan Zaytsev (25) trasportato fuori dal campo dai compagni dopo l’infortunio – immagine dalla pagina del fanclub del giocatore

Il secondo set imita il primo e termina con una sconfitta, 25-20. Italia a capo chino, sguardi spenti: Baranowicz che si guarda intorno come se non sapesse dove si trova e Kovar con lo sguardo da cerbiatto perso nella foresta (paragone made in Lucchetta). Per uno che l’ultima volta che ha seguito una competizione mondiale là davanti c’era Gigi Mastrangelo, che da solo bastava a intimorire gli schiacciatori avversari e quando era lui a schiacciare lasciava solchi sul terreno di gioco, questa è una situazione non entusiasmante. La considerazione che anche con la Francia eravamo sotto due a zero prima di ribaltare la partita, non è di grande consolazione. Già, con i transalpini avevamo in campo il numero nove che adesso soffre per l’infortunio a bordocampo.

Il terzo parziale illude un pochino tutti. Squadra combattiva, che tiene su diversi palloni in situazioni che nel corso della partita non era riuscita a disimpegnare. Lo spirito, soprattutto, sembra nuovo. Dopo ogni punto le pacche sono convinte, l’abbraccio dei giocatori saldo ed euforico. Un Vettori più murato che mai riesce addirittura a mettere lì due diagonali. E così, si passa dall’inseguire punto a punto, a guadagnare una manciata di vantaggio. Fino all’imposizione per 25-23 finale. Ora, con tutta la Krakow Arena che canta versioni imbarazzanti di canzoni italiane, è facile tornare a sognare sul divano. Persino gli inossidabili americani, non soliti a trasporto emotivo, sembrano un filino agitati, nervosi quantomeno.

Il parziale successivo toglie tutti i dubbi. Non comincia male, gli Azzurri vanno addirittura avanti a +3 in apertura, salvo poi farsi riprendere subito. Poi, succede qualcosa. Muro inesistente in un paio di situazioni, punti presi su primi tempi non devastanti, e dire che capitan Birarelli è uno che il primo tempo potrebbe averlo inventato lui… In breve siamo sotto di cinque, le poche volte che spetta a noi servire – quando non sbagliamo in battuta – non siamo in grado di reagire. Confusione in mezzo al campo, sembra un sospiro di sollievo quello del venticinquesimo punto americano, che trova ferma l’Italia a 17. L’impressione è che non si vedesse l’ora di mettere una parola fine, almeno temporanea, sulla sofferenza azzurra.

Sono tre le sconfitte nelle prime cinque partite del girone, con Iran, Portorico (che ha vinto contro di noi l’unico match) e Stati Uniti. Le vittorie su Francia, per 3 a 2, e Belgio, 3 a 1, consentono alla formazione di Berruto di approdare alla fase successiva, in un girone formato da Polonia, Serbia, Argentina ed Australia oltre alle recenti conoscenze Francia, USA e Iran. Ripartiamo dai 2 punti strappati ai cugini d’oltralpe, nella speranza – che sa di missione impossibile – di raggiungere anche la terza fase della competizione. La strada, adesso, è in salita. Averla imboccata, però, è già qualcosa. Fra una settimana, sapremo se siamo arrivati in cima o usciti di carreggiata in una delle prime curve. Di sicuro, vale la pena di salire in macchina e viverla sino in fondo.

Forza Azzurri!

I Prossimi Incontri

Mercoledì: Serbia – Italia (ore 16.30)

Giovedì: Polonia – Italia (20.15)

Sabato: Argentina – Italia (16.30)

Domenica: Australia – Italia (20.15)

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