Trofeo Mangili Capelli

C’è chi lo fa per la gloria, qualcuno invece per divertirsi e stare in compagnia, altri per mettersi alla prova e molti per saltare l’interrogazione di latino. La novità dell’edizione 2015 del trofeo Mangili Capelli però è stata incredibile. Nei giorni precedenti alle gare, infatti, agli studenti è stato chiesto di impegnarsi in un’attività che più di altre richiede fatica e tenacia: la caccia al certificato medico. Per i fortunati che già praticavano sport è stato un gioco da ragazzi, per gli altri si è trattato invece di una lunga maratona fra palestra, segreteria, medico di base o centri specializzati, ma alla fine il classico appuntamento mascheroniano con il mondo dello sport ha riscontrato un buon numero di studenti iscritti. Già dalle prime ore del mattino, quando i partecipanti si sono ritrovati poco a poco davanti all’impianto di atletica, l’atmosfera inizialmente fredda (nel vero senso della parola) si è subito riscaldata grazie a termos di thè caldo, coperte portate da casa e dai primi raggi di sole che dopo pochi minuti dall’entrata degli studenti hanno iniziato a baciare gli spalti dove questi si erano radunati, quasi fosse un bacio divino dato ad eroi contemporanei, proprio a tutti: da quelli che fin dal primo mattino si sono messi a ripassare per la verifica del giorno dopo, a quelli che si sono riempiti di selfie, fino ad arrivare ai mitici che hanno deciso di giocare a Bang! evocando un’atmosfera da film western grazie anche al curato sottofondo musicale a tema.

Pronti via e le gare iniziano, supervisionate e arbitrate dagli storici professori di educazione fisica. E osservando le varie discipline riaffiorano ricordi particolarmente legati alla vita scolastica di questi ultimi anni. È incredibile come il salto in alto ti ricordi tanto le assenze strategiche di quel tuo compagno codardo; o come lo sfortunato ragazzo che prende in pieno l’ostacolo in salto, precipitando bruscamente a terra,  mentre già fissava l’arrivo, ti faccia venire in mente quel tuo vecchio amico che non ce l’ha fatta, piegato dalle continue insufficienze. La gara di salto in alto maschile invece diventa un modo di mettersi in mostra, anche se i partecipanti non sono a conoscenza del fatto  che non esista il premio al salto più originale. La giornata trascorre nel migliore dei modi fino ai mille metri, disciplina che rappresenta metaforicamente i cinque anni di Mascheroni. Dal primo metro fino all’ultimo dovrai sgaloppare al massimo delle tue facoltà, dosando le energie ma sfruttandole appieno; all’inizio non sai ancora con chiarezza cosa e chi incrocerai lungo il tuo lungo percorso. Alcuni corridori che hai avuto a fianco si fermeranno, altri rallenteranno, ma tu dovrai proseguire fino alla fine quando, arrivato fra gli applausi delle tribune, ti fermerai con un pizzico d’orgoglio a congratularti dell’impresa che hai portato a compimento. L’ultima specialità, la più entusiasmante, è quella della staffetta, nella quale emergono l’aspetto della collaborazione e dell’unione di forze nel gruppo classe.

La giornata si conclude con la premiazione dei migliori da parte del preside. Non può mancare la partitina a briscola chiamata e poi tutti a casa fra sorrisi, antinfiammatori e aneddoti pronti ad essere raccontati come le migliori imprese omeriche.

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