The Silence of The Lambs – CineMask#2

Un capolavoro costruito sulla tensione e gli eccessi, accompagnato da un personaggio indimenticabile: Hannibal Lecter, interpretato da Anthony Hopkins. Un thriller psicologico che lascia sicuramente il segno: equilibrato anche nell’eccesso e senza colpi di scena scontati, in questo film ogni scena sembra collocata meticolosamente al suo posto, come in un puzzle. È l’accostamento finale di ogni tocco di colore che offre alla vista uno sguardo d’insieme mozzafiato.

Il tema sicuramente più sconvolgente è quello dell’eccesso: i delitti efferati, il cannibalismo, le nevrosi assurde di un criminale che vuole negare la sua idendità ripudiando il suo corpo. Ma ciò che fa scattare dentro gli spettatori il meccanismo dello straniamento e dell’assurdo è la lucidità dei ragionamenti e la secchezza delle spiegazioni. Da un polo l’eccessivo omicida e dall’altro l’ingenua psicologa che vuole trovare una motivazione all’indicibile. Tra i due, Hannibal Lecter, psichiatra che incarna l’efferato e la calma: una figura al limite tra protagonista e antagonista che oscilla tra i due poli, in grado di spiegare con disarmante semplicità anche la mente più controversa ed esagerata.

Un 9 sicuro – anche se c’è chi dice 8.5 «perché c’è troppo sangue» – che ci impressiona e ci lascia senza parole.

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