#RenziBerlusconi

Sabato 18 gennaio si sono incontrate due delle personalità politiche più importanti e discusse di questo momento: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. L’incontro ha suscitato un notevole dibattito mediatico, infatti, il segretario del PD è stato accusato dalla corrente bersaniana del partito di essere sceso a patti con il rivale di sempre. Cuperlo, prima delle dimissioni da presidente di partito di ieri, è stato particolarmente turbato dal fatto che l’incontro fosse avvenuto proprio nella sede del Partito Democratico. Al contrario i sostenitori di Renzi e dell’accordo ricordano il fatto che l’attuale Governo è nato con l’appoggio di Forza Italia e negli scorsi anni diversi leader del PD hanno fatto accordi con il Caimano.

L’oggetto della riunione è stata la tanto richiesta legge elettorale, infatti l’attuale Porcellum è stato bocciato dalla Corte Costituzionale e pertanto va rinnovato. Il modello di partenza è quello spagnolo, adattato al sistema italiano prendendo spunto dal metodo utilizzato nei comuni con più di 50.000 abitanti. L’accordo, al quale si è unito anche il Nuovo Centro Destra con Alfano, ha come obiettivo garantire la governabilità e diminuire il potere di ricatto dei partitini. DI seguito le caratteristiche principali:

– PREMIO DI MAGGIORANZA: il partito o coalizione che raggiungerà il 35% dei voti potrà accedere a un premio di maggioranza che lo porti ad ottenere al massimo il 53% dei seggi in parlamento. Di conseguenza non potrà superare il 18%.
– DOPPIO TURNO: nel caso nessuna delle parti politiche raggiunga il 35% dei voti i due partiti/coalizioni che hanno ottenuto risultati migliori al primo turno si affronterà due settimane dopo per aggiudicarsi il premio di maggioranza.
– LISTE BLOCCATE: quando si va a votare sotto il nome del proprio partito ci sono i candidati che andranno in Parlamento. Con il Porcellum non si poteva scegliere il candidato della lista. La stessa cosa avverrà con l’Italicum a differenza che le liste di candidati saranno più brevi rispetto al passato per garantire che i cittadini possano riconoscere chi stanno votando. L’alternativa è l’introduzione delle preferenze ma si è optato per questo sistema per evitare che persone dello stesso partito gareggino tra di loro e, soprattutto, perché era uno dei punti irrinunciabili per Forza Italia.

Nella riforma è previsto anche una trasformazione del Senato in Camera delle autonomie che porterebbe il superamento del bicameralismo perfetto e eliminerebbe i costi delle indennità dei politici che ne fanno parte.

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