Muore a 100 anni il capitano delle SS

Erich Priebke, capitano delle SS durante la seconda guerra mondiale, è morto l’11 di Ottobre all’età di 100 anni. Priebke fu condannato all’ergastolo dopo essere stato accusato di “concorso in violenza con omicidio continuato in danno di cittadini italiani” per i fatti accaduti presso le Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. L’eccidio delle Fosse Ardeatine è il massacro compiuto a Roma dalle truppe naziste ai danni di 335 civili italiani, come atto di rappresaglia per l’attacco compiuto da partigiani romani che provocò la morte di 33 soldati tedeschi. Priebke aveva ricevuto l’ordine di selezionare le vittime tra i prigionieri che erano già stati condannati a morte, ma il numero di prigionieri in quella categoria non arrivava ai 330 previsti. Vennero quindi coinvolti anche civili, ebrei e uomini accusati per ragioni politiche. Inoltre quando le vittime vennero radunate all’interno delle cave si accorse che ne erano state scelte 335 invece che 330. Le SS però decisero che rilasciare quei cinque prigionieri avrebbe potuto compromettere la segretezza dell’azione e quindi decisero di ucciderli insieme agli altri.

Nonostante le stragi e le morti che quest’uomo ha provocato, al festeggiamento del centesimo compleanno non mancano i suoi sostenitori. A Roma sono apparsi slogan e svastiche riportanti la scritta «Dio stramaledica i tuoi accusatori» e altre scritte come «Auguri Priebke» (presso la sede dell’Anpi), «Priebke eroe» e uno striscione con la scritta “Alles Gute, capitano” (tanti auguri, capitano) a Bolzano. Il famoso giornalista Indro Montanelli decise di non addossargli tutte le colpe:
« Da vecchio soldato, e sia pure di un esercito molto diverso dal suo, so benissimo che lei non poteva fare nulla di diverso da ciò che ha fatto. […] Il processo si dovrebbe fare alle aberrazioni dei totalitarismi e a certe leggi di guerra che imponevano la rappresaglia. Certo: lei, Priebke, poteva non eseguire l’ordine, e in pratica suicidarsi. Questo avrebbe fatto di lei un martire. Invece, quell’ordine lo eseguì. Ma questo non fa di lei un criminale. »
Con questo giudizio Montanelli appare cinico e indifferente alla sofferenza di tante persone innocenti. L ’argomento cui fa ricorso era già stato usato dai peggiori criminali nazisti durante il processo di Norimberga: nessuno era colpevole perché tutti avevano ubbidito ad un ordine superiore. Che dire allora di tanti tedeschi che si opposero al nazismo e pagarono con la loro vita la fedeltà ai propri ideali?
Priebke non ha mai smesso di credere nel nazionalsocialismo fino alla fine dei suoi giorni. “Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita a guerra finita dagli americani a Dachau” dice nell’intervista del suo compleanno, negando l’evidenza dell’Olocausto e ribadendo con orgoglio di aver “scelto di essere me stesso”. Sette cartelle di domande e risposte in cui non trova posto nessun pentimento, nessun sentimento di orrore per l’eccidio o di pietà verso le vittime.

Adesso sopraggiunge il problema della sepoltura perché si da il caso che nessuno lo voglia. Persino la chiesa rifiuta la richiesta di una sepoltura pubblica e spinge affinché le celebrazioni al defunto vengano svolte in forma privata. Durante i funerali ci sono stati degli atti di avversione nei suoi confronti e adesso c’è chi, di fronte alla morte, pensa ad una tregua.

Mi chiedo se anche per lui, al termine della sua vita, sia possibile provare un po’ di compassione. Credo che questo sia umanamente difficile: smetterò di condannarlo pur continuando a condannare le sue idee.

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