Perché Sanremo è San Romolo

“Noi critici critichiamo tutti, ma non sappiamo accettare le critiche degli altri”

Con questa massima anche quest’anno il Festival della Canzone Italiana si è concluso, e come tutti gli anni si tirano le somme di ciò che ha funzionato e di ciò che vale la pena cambiare, indipendentemente da chi sarà il conduttore il prossimo anno.

Luciana Litizzetto: 5,5

Lucianina, che mi combini ? Dici pieno di parolacce e basta. Dove sono finite le tue battute che alzano l’audience ? Sono finite nel pozzo nero degli show di serie B ? Dov’è quella Luciana che duetta con Carla Bruni ed affronta a viso aperto gli uomini ? Non lo so. So solo che fa uno splendido monologo sulla bellezza, però per il resto è solo volgarità e le stesse cose dello scorso anno. Forse era meglio che mantenevi quel pizzico di umorismo politico che ti contraddistingue, così magari avresti fatto un’ esibizione migliore. PICCANTE

Fabio Fazio: 5

Come direttore artistico vale proprio nulla, con ospiti sbagliati in quanto sembra che abbia tirato fuori morti surgelati dai frigoriferi, e la conduzione come al solito è quella di un buonista. Buonista fino ad un certo punto, perché quando si incavola Fabio sbotta in conferenza stampa dicendo “Avete rotto le palle” e fa il moralizzatore con quel marpione di Frankie Hi – Nrg, cacciandolo dal palco. Fa molto il moralizzatore, ma non si accorge come penda dalle labbra di Laetitia Casta la prima sera, in quella scenetta dove si fa trascinare come al solito. Il peggio lo fa quando fa le imitazioni di Pippo Baudo e Mike Bongiorno, che sono veramente orrende. La terza sera instaura un litigio con uno spettatore, per poi scoprire che era tutta una farsa per lanciare il coro a cappella, e ciò fa cadere le braccia a tutti. Visto anche il fiasco dell’audience, spero che il prossimo anno Fabio non ci sia più. LA MUMMIA

Rai 4,5

Scusatemi, ma che programmazione del cavolo avete fatto ? Riesce a guadagnare 3 milioni, ma finisce per perdere ascoltatori poiché manda cinque minuti di pubblicità ogni venti minuti. Se vogliono continuare così prego. AVIDI

Renzo Arbore: 7

In una serata incolore sveglia un Ariston addormentato con la ninna nanna di Antonella Ruggiero, e lo fa con la sua “Orchestra Italiana”, che con tutte le sue canzoni fa sognare Napoli e il mondo. Altro che “Quelli della notte”, qui si svegliano tutti e ballano e cantano. Sbaglia solo una cosa, la tinta rosso fluo, indegna per un uomo ultrasettantenne. TINTA UNITA

Arisa: 6,5

Vincitrice sulla carta, ma non moralmente. La gente è in rivolta dopo aver sentito della sua vittoria, a tal punto che tutto l’Ariston pulsa ancora per le proteste di questa vittoria immeritata, in quanto il beniamino del pubblico era un alto. La canzone è graziosa, orecchiabile, in alcuni punti profonda, più di quelle stupidate giovanili che l’hanno resa famosa come “Sincerità” e “Malamorenò ”. Meglio stendere un velo pietoso su quei vestiti stretti, che nemmeno mia nonna mette. VINCITRICE PER FINTA

Raffaella Carrà: 5,5

Scusatemi, ma Raffaella non è più quella donna piena di spirito, che ballava e cantava, nonostante rischiasse un mal di collo tremendo. Purtroppo gli anni passano anche per lei e a fine esibizione non ce la fa più, quasi rimanendo con il fiatone. Non vorrei essere troppo crudele, ma forse è ora di ritirarsi e non presentarsi più a fare esibizione del genere, magari converrebbe maggiormente starsene a casa con il suo Japino a godersi la vita. GIOVANE FOR EVER

Laetitia Castà: 6,5

Nonostante l’introito offertogli esagerato e la sua scortesia davanti ai giornalisti, resta pur sempre la più bella di Sanremo e riesce a fare un’esibizione splendida, duettando anche con un Fabio Fazio da trainare. Canta bene ed è vestita pure bene. L’unico neo sono quegli incisivi che si vedono troppo. Consiglio per Laetitia : VAI DAL DENTISTA

Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots: 7,5

Raphael supera la sua timidezza (lui sostiene che gli piaccia solo sentire gli altri) e porta una canzone bella e che ti si ficca nella testa e non sparisce più. Lui in collaborazione con Sir Bob Cornelius, detto anche il mascherato, ma nonostante canta quasi indemoniato, mantiene un po’ della sua tipica stitichezza. GLI INCAPUCCIATI

Francesco Renga: 8

Questo è il vero vincitore, il più votato, ma purtroppo arriva inspiegabilmente quarto, con tutto il pubblico basito. Lui la prende con filosofia, perché nonostante tutto sa già che venderà un sacco di dischi. Canta in maniera sublime e incanta tutti. IL VINCITORE

Renzo Rubino 7: Caro Renzo, fermati e datti un voto ora, in quanto sei il miglior giovane del festival, e nonostante ciò arrivi meritatamente sul podio. Il ragazzo sa essere profondo, ma allo stesso tempo una tarantola sul palco, mostrando anche segni di un amore incondizionato. Forza così. LA MEGLIO GIOVENTU’

Francesco Sarcina: 4

Il peggiore. Non c’è sera che ne azzecchi una, nemmeno quella del duetto con Scamarcio. Spero di non vederlo più perché tale cantante rovina la canzone italiana. Giuro che se avessi portato Rosita, la gallina di Banderas, e la Bertè in una delle sue splendide esibizioni in cui stona, al posto suo, avrebbero fatto figura migliore. LO STONATO

Riccardo Sinigallia: 0

Non sembra un voto, ma è quello che merita. Fa veramente una figura orrenda, infangando il Festival e raggiungendo lo stesso la notorietà, facendosi cacciare dalla gara. La sua manager Caterina Caselli non accetterà sicuramente le sue scuse per aver portato una canzone cantata nel maggio 2013, ed è inutile che minacci chi ha postato il video. Per lui è finita. GAME OVER

Beppe Vessicchio: 8

Il maestro sempre impassibile diviene il protagonista del Festival, appoggiando i siparietti di Luciana, a tal punto di passare per il suo amante segreto alla Hollande. Anche quest’anno il maestro migliore rispetto a tutti i direttori d’orchestra dell’Ariston. Mi chiedo ancora una cosa, ma come fa a tenere quella barba da barboncino ? Giuro che se lo scopro me la faccio crescere anch’io. L’AMANTE D’ITALIA

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