NO TAV

Sono ormai 20 anni che i giornali ci bombardano continuamente sulla questione della linea ad alta velocità Torino – Lione e senza mai creare un quadro completo della situazione ma contribuendo sempre più a confondere le nostre idee. Perciò vediamo di fare luce.

La TAV è un progetto italo-francese che prevede la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità per collegare Torino a Lione con un traforo attraverso le Alpi di 57km. Il costo dell’intero progetto non è ben chiaro: il totale si dovrebbe aggirare attorno ai 20 miliardi di euro, suddivisi tra Francia Italia e con un sussidio dell’UE. Per il momento l’Italia ne ha spesi 200 milioni e la legge di stabilità prevede di stanziare 2,8 miliardi fino al 2029.

Fin dagli anni ’90 questo progetto è stato fortemente contestato dalla popolazione locale della Val di Susa che sostiene l’inutilità del progetto e il negativo impatto ambientale. Sono i cosidetti NO TAV. Questi manifestanti sono andati via via sempre più organizzandosi con il tempo e ogni qualvolta che lo Stato abbia provato ad aprire dei cantieri di “prova” si sono opposti. Ovviamente a questi manifestanti pacifici con i loro ideali, giusti o sbagliati che siano, si sono affiancati degli attivisti che, come al solito, approfittando delle proteste scatenano violenze contro le forze dell’ordine. Infatti ogni nuovo cantiere fin’ora aperto ha avuto bisogno della sorveglianza di numerosi poliziotti che fanno lievitare ulteriormente il costo dell’opera.

Fino ad ora né i NO TAV né il Governo ha ceduto. Proprio negli ultimi giorni il premier Letta ha ribadito l’importanza di quest’opera pubblica e ha ricevuto come risposta una manifestazione con tanto di feriti a Roma. Il Governo sostiene il progetto soprattutto per la strategicità della ferrovia in quanto, a suo dire, rafforzerebbe un’importante linea commerciale e salderebbe ulteriormente i legami con la Francia. Queste tesi però sono state messe in dubbio dal fatto che i commerci sulla linea già esistente che collega la Francia all’Italia attraverso il Frejus sono calati negli ultimi anni e la ferrovia già attiva è ancora ben sotto il limite di saturazione.

Vista la forte opposizione del popolo, i costi assurdi e la dubbia strategicità sorge spontaneo chiedersi se forse è meglio rinunciarci (finchè si è in tempo) e magari aspettare un momento più adatto per cimentarsi in quest’impresa faraonica o se vale proprio la pena andare avanti per questa strada?

 

TAVInfografica de Linkiesta

 

Lascia un commento