Montagne dorate. Scandalo vitalizi in Trentino Alto Adige

Il Trentino – Alto Adige è da sempre una terra di frontiera fra la calda Italia e la fredda Germania. Per secoli luogo di villeggiatura degli Asburgo, da cent’anni a questa parte è una componente cardine del nostro paese. La regione delle Dolomiti è divisa da più di un secolo in due fazioni : i trentini, filoitaliani, ed i tirolesi, filoaustriaci . Quest’ultimi chiedono da almeno cinque decenni l’indipendenza del territorio da loro abitato : il Südtirol. Ma quanto sono italiani e quanto tirolesi gli abitanti di questi luoghi ?La risposta pare tanto incredibile quanto ovvia : sono italiani e tirolesi secondo le situazioni e gli interessi in gioco. Infatti quando in palio c’è la possibilità di guadagnare molti soldi con poco sforzo, i freddi abitanti della valle dell’Adige si comportano da italiani.

È il 2012 quando la giunta regionale del Trentino decide di emanare una legge in cui si fissa un tetto massimo di 2800 € mensili per i vitalizi percepiti dai consiglieri regionali. Purtroppo la legge non viene applicata ed a riscattare i vitalizi ci sono anche consiglieri che non hanno raggiunto i limiti d’età necessari per il riscatto. Esempi eclatanti di vitalizi esagerati sono l’ex assessore della Südtiroler Volkspartei Sabina Kasslatter Mur, con la stratosferica cifra di un milione e 425mila euro, Mauro Delladio e Pino Morandini di Forza Italia, che raggiungono un’ indennità pari “soltanto” ad un milione e 322mila euro per l’uno e un milione e 112mila euro per l’altro. Il tutto prosegue fino al 2014, quando in seguito a pressioni compiute dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle, i vitalizi sono stati ridotti del 28 %, con immediata restituzione della cifra in precedenza ottenuta in eccesso. Coinvolti 123 fra ex ed attuali consiglieri regionali, di cui soltanto 19 della provincia tridentina, con alcuni di essi che hanno provato a far ricorso alla Corte dei Conti, perdendolo.

Qui entra in campo la vera protagonista di questo misfatto : Eva Klotz. Per colei per cui “chiedere di festeggiare l’Unità d’Italia è come chiedere ad una donna stuprata di festeggiare con lo stupratore l’anniversario della violenza subìta “, il vitalizio è un diritto, per non c’è alcun motivo restituirlo, a meno che l’Italia non riconosca il Südtirol come uno stato indipendente. La celebre esponente della comunità germanofona ha fruttato sinora un milione e 136mila euro di vitalizio, senza averne restituito un centesimo a quel paese da lei tanto odiato. Se ritiene realmente di non esser italiana, la signora Klotz dovrebbe restituire in toto la cifra da lei percepita, ma come ogni buon italiano che si rispetti, preferisce usufruire dei privilegi donatile dal paese, denigrandolo soltanto a parole.

Il luogo comune per cui la regione più a nord d’Italia sia una regione virtuosa è stata purtroppo smentito dalla presenza di politici che piuttosto di aiutare il proprio paese, preferiscono soldi ed attacchi verbali a sfondo patriottico. Magari un giorno il sogno del Südtirol indipendente si realizzerà, ma quel giorno si spera che tutto ciò di cui hanno usufruito venga restituito.

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