Gira in Giro. Presentazione 99° edizione del Giro d’Italia

A maggio inizia il Giro d’Italia e tutti diventano improvvisamente esperti di ciclismo. Oltre a tifare il campione di turno oppure il corridore di casa, in genere non ci si capisce nulla. Si è deciso così di proporre questa rubrica settimanale che vi accompagnerà lungo il Giro guidandovi in ogni suo aspetto.

Visto la partenza imminente da Apeldoorn, ecco a voi chi potrebbe vincere il Giro : super favorito della vigilia lo Squalo dello Stretto Vincenzo Nibali. Il corridore bardato di tricolore è segnalato dai bookmakers come il più probabile vincitore della 99° edizione della Corsa Rosa nonostante qualche dubbio la sua condizione lo crei. Al Giro del Trentino è parso l’ombra di se stesso, anche se ha dichiarato come ciò fosse una scelta in vista dell’evento più importante dell’anno . Dalla sua la squadra, apparsa in gran forma nella corsa trentina e compatta come sempre, ed il pubblico, come non mai in attesa di una sua grande impresa sulle strade italiche. Probabili avversari del nostro corridori di spessore quali Mikel Landa Meana e Alejandro Valverde Belmonte. I due spagnoli sono apparsi già in condizione nelle corse di aprile (Landa ha vinto il Giro del Trentino e Valverde la sua quarta Freccia Vallone), anche se la squadra per loro pare essere il principale punto debole (sulle montagne tridentine la Sky di Landa si è squagliata mentre la Movistar di Valverde sarà a disposizione di Quintana al Tour de France). Essendo così avanti di condizione, i due rischiano di pagare caro l’ultima settimana contornata da salite a non finire, mentre per Nibali ci potrebbe essere la possibilità di dare il colpo decisivo nel caso sia ancora fra coloro che se la possano giocare.

Un gradino sotto e protagonisti per la lotta per il podio si trovano Domenico Pozzovivo e Rigoberto Uran Uran. I due si presentano alla partenza del Giro con squadre agguerrite, farcite di scalatori adatti per un Giro che pare difficile come non mai, anche se il picco di forma pare non lo abbiamo ancora raggiunto. Punto debole per il “folletto della Lucania” e per “Ciccio” paiono essere le lunghe discese, mentre le cronometro, nonostante la lunghezza, dovrebbero influenzare le loro prestazioni. Attenzione ai possibili outsider Ilnur Zakarin e Tom Dumolin, che nell’ultimo anno paiono aver raggiunto il livello dei big delle corse di tre settimane.

Spazio anche per i velocisti, i centometristi del ciclismo. A capeggiare il gruppo degli spericolati del gruppo i tedeschi Marcel Kittel e Andrè Greipel, che se la dovranno vedere con i nostri connazionali Giacomo Nizzolo, Sacha Modolo, che sulle strade della Turchia ha superato per ben due volte il Gorilla tedesco, ed infine il promettente Jakob Mareczko. Fra i giovani in rampa di lancio attenzione a Davide Formolo, nel caso Uran gli dia spazio, all’olandese Bob Jungels, al belga Tim Wellens ed all’eritreo Merhawi Kudus.

Come già detto il percorso sarà tosto, per stomaci forti, visti i chilometri di dislivello. Per i velocisti soltanto quattro tappe certe che si concentreranno nella tre giorni olandese e nell’ultima settimana, mentre i primi sette giorni potrebbero essere cari anche ai numerosi cacciatori di tappe (coloro che proveranno ad evadere dal gruppo per vincere una tappa senza velleità di classifica), Per i cronomen (corridori forti nelle gare contro il tempo) spazio solo nella prima tappa, in quanto la crono del Chianti potrebbe essere troppo difficile per molti. Per gli scalatori ci sarà l’imbarazzo della scelta, con 7 arrivi in salita ed altri in discesa dopo aver scalato altre alture. Per gli uomini di classifica possibili insidie potrebbero essere vento olandese ed le possibili fughe formatesi nelle prime tappe, per il resto le gambe a far la differenza.

Infine tre giorni da segnar con un cerchietto rosso sul calendario : domenica 15 maggio con  la nona tappa da Radda in Chianti a Greve in Chianti, sabato 21 maggio con la quattordicesima tappa da Alpago a Corvara a spasso per le Dolomite trentine ed infine sabato 28 maggio con la ventesima tappa da Guillestre a Sant’Anna di Vinadio, su e giù per le Alpi Marittime con l’alto rischio di soffrire di vertigini vista l’altitudine.

In conclusione una nota statistica : nelle due precedenti edizioni in cui il Giro d’Italia è partito dall’Olanda, in maglia rosa alla tappa conclusiva sono giunti in entrambi i casi corridori italiani. Speriamo sia di buon auspicio, in particolare per Vincenzo Nibali,  e buon Giro d’Italia a tutti.

 

 

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