Gira in giro. La campagna d’Olanda

La tre giorni estera si è conclusa ed ora trasferimento a Catanzaro, dove si ripartirà per risalire la penisola. Dominio nordico e poca gloria per i nostri alfieri, che preferiscono le italiche alture alle pianure neerlandesi.

Protagonista assoluto di questa due giorni il talentuoso velocista tedesco Marcel Kittel, che torna in Italia di rosa vestito con due vittorie ottenute in completa scioltezza. Inutili i tentativi di arginare la potenza  del Kaiser da parte degli avversari di turno, apparsi incostanti e supportati da squadre spesso distratte e disunite.

Nel paese dei mulini a dar buca è stato l’attesissimo protagonista : il vento. Complice una particolare attenzione dei vari big della classifica generale, Eolo ha fatto capolino giusto un paio di volte, sporadicamente, non sortendo i danni sperati da qualche corridore.

Chi il vento lo ha combattuto al pari delle lancette dell’orologio è stato il paladino di casa Tom Dumolin. Come un Don Chisciotte moderno, ha vinto contro il temibile sloveno Primoz Roglic, vera sorpresa della tre giorni olandese in quanto  sconosciuto alla maggioranza degli esperti, e contro l’avversario invisibile : la pressione. Di fronte a migliaia di connazionali e sotto gli occhi attenti di re Guglielmo Alessandro la farfalla di Utrecht non ha deluso, vincendo la prima tappa e portando a spasso per i polder il vessillo rosa per due giorni.

Infine la storia di un perdente per molti, vincente per altri, il cui nome difficilmente comparirà nei primi posti della graduatoria, ma che speriamo di veder  comunque premiato sul palco di Torino a fine Giro. È la storia di Giacomo Berlato, gregario della Nippo – Fantini, che della fuga ha fatto una filosofia di vita. Per centinaia di chilometri al vento, con la vana speranza di ingannare un gruppo pieno di contabili, negli ultimi due giorni ha portato a spasso la carovana per i Paesi Bassi  in compagnia di colleghi occasionali. Probabilmente lo vedremo in azione anche sulle nostre strade, sempre alla ricerca di una vittoria che meriterebbe, ma che forse non arriverà mai. È la romantica vita del gregario, sempre pronto a lavorare sodo senza una vero obiettivo, se non di trasformarsi per un giorno Davide e battere Golia.

Lascia un commento