Gira in Giro. A spasso per gli Appennini

Di ritorno dall’Olanda, il Giro d’Italia ha iniziato la risalita verso Torino, attraverso le aride vallate del Sud Italia e le arcigne vette appenniniche.

Facendo un po’ d’ordine, il ritorno  in Italia è stato scoppiettante, regalandoci sorprese fin dall’inizio. Nella quarta tappa da Catanzaro a Praia a Mare, il dominio dell’anarchia più’ assoluta ha portato alla prima vittoria di un italiano in questa edizione,  il lesto Diego Ulissi. Il cacciatore di tappe toscano è riuscito a raggiungere il suo obiettivo al primo tentativo, ingannando un gruppo distratto ed in lotta per i pochi secondi d’abbuono rimasti in palio. Ritorno in rosa per Tom Dumolin, che per quattro giorni ha difesa strenuamente il primato prima di crollare un po’ a sorpresa nella tappa di Arezzo, in cui lo sterrato pare essergli rimasto indigesto. Qualcuno sosteneva come potesse competere per la rosa in corsa almeno fin all’inizio della  terza settimana, ma a quanto pare il giovane olandese si è squagliato di fronte alla prima difficoltà come lo shampoo Alpecin sui suoi capelli.

A creare un possibile sogno rosa olandese sono stati i verdetti emessi dalla sesta tappa, da Ponte a Roccaraso. Nel finale una salita di 17 km, lunga, ma agevole, dove non si può vincere il Giro, ma perderlo si’. Chi ha rischiato di uscire dai giochi  è stato Vincenzo Nibali, che con uno scatto suicida controvento è stato  prima rimbalzato dalla salita, per poi esser ripreso è staccato da Dumolin di una ventina di secondi, partito nel frattempo in contropiede.   A quanto pare l’ingenuo errore tattico si deve ad un ordine partito da Giuseppe Martinelli, direttore sportivo di lungo corso. La tattica era di conquistare la maglia rosa con il gregario di Nibali Jakob Fuglsang, già in fuga in quel momento, e staccare gli avversari diretti di Nibali con un suo scatto. Gli esperti la chiamano corsa doppia, la strada tattica autolesionista.

Prima di giungere all’epilogo settimanale, un breve accenno al capitolo velocisti. Se in Olanda era stato dominio tedesco con il Kaiser Marcel Kittel sugli scudi, il ritorno in Italia ha portato ancora una volta sfortuna all’alfiere teutonico, incapace di porre ancora un sigillo sul territorio italico. Le due volate italiane hanno parlato ancora una volta tedesco, con Andre’ Greipel vincitore  sia in quel di Benevento che in quel di Foligno. Senza un vero “treno” pronto a condurlo trionfante al traguardo, sempre in mezzo ai guai, il Gorilla ha fatto valere la sua potenza, umiliando i corridori italiani ed il suo connazionale, tornatosene a casa a bocca asciutta. Germania – Italia 4-0, palla al centro.

In conclusione l’epilogo settimanale, adatto per palati fini. Nella tappa di sabato 14, da Foligno ad Arezzo, si è visto quello che non ci sarebbe mai aspettato. All’inizio una fuga di 13 corridori che pareva non destar particolari preoccupazioni, finché sulla salita di Alpe di Poti Tom Dumolin è naufragato sotto i colpi di un ritrovato Nibali e di un agguerritissimo Alejandro Valverde. I due, accompagnati da un drappello di corridori, hanno sfrecciato sulle strade polverose delle colline senesi, distanziando l’alfiere della Giant – Alpecin di un primo e trent’uno secondi.

Vero protagonista di questa due giorni toscana è stato Gianluca Brambilla . Il piccolo scalatore lombardo è riuscito a conquistare la tappa di Arezzo dopo aver staccato gli altri componenti della fuga dei tredici arrivando con due minuti sul gruppo dei big e conquistando la testa della classifica. Nella tappa di domenica 15, quella della crono del Chianti, in uno spettacolo andato in scena sotto un fitto temporale, Gianluca è divenuto il nuovo eroe del ciclismo italiano. Bloccato in genere nella cronometro, è andato meglio di tutti i pretendenti per la vittoria finale, salvando la maglia per un secondo sul compagno di squadra, il lussemburghese Bob Jungels. Una grande soddisfazione per un atleta che ha sempre faticato ad arrivare a livelli onorevoli.

Per i favoriti per la classifica generale, l’unico a guadagnarci è stato Vincenzo Nibali, con 7” su Landa e 11” su Valverde, anche se bisogna tener conto di un’eccellente prestazione di Miguel Landa.

Da martedì inizia un’interessantissima settimana dove il Giro potrebbe decidersi, vista la tre giorni sulle Dolomiti prevista nel weekend. Se il prossimo fine settimana vorrete divertirvi, restate in casa a veder il Giro e ricordatevi : state con il ciclismo che non sbagliare mai.

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