Fine estate, si rientra fra i banchi

Online Mental Movie – 12/09

L’estate è finita. Non ancora in maniera ufficiale, è vero: per quello dovremo attendere fino al 21 di questo mese. In un certo senso, però, l’estate di noi Mascheroniani è terminata ieri in qualche ora, una delle ultime di #siscrivevacanzasileggelibertà prima del rientro.

Sembrava ieri, il suo inizio, carico di promesse accarezzate dal sole di inizio Giugno. L’ultimo giorno, la festa un po’ oceanica al Lazzaretto, per alcuni i corsi di recupero e poi via, un’autostrada lunga tre mesi. Per qualcuno questa è stata l’ultima partenza, almeno da compagno di scuola, per le vacanze. Prima, se l’è guadagnata passando attraverso un check-out che si chiama esami di maturità. Ora, guida su una corsia diversa, che sia la vita o l’università. A loro va un’ultima stretta di mano, il ringraziamento per questi anni trascorsi assieme e un grande augurio, perché questo liceo ti lascia un segno: una volta che sei mascheroniano per qualche anno, lo resti per tutta la vita.

Eccoci di nuovo qui, questo è il nostro gioco. Domani, mentre scrivo, avremo già varcato per la seconda volta i cancelli della scuola. Seduti su una sedia, di fronte a noi un banco e l’attesa di una campanella che forse alla fine un po’ ci è mancata. Non travisatemi, non sono i libri a far sentire la loro nostalgia. Si tratta di un’altra storia, se sei uno di noi è inutile che te la spieghi. Per qualcuno, questa, è l’ultima partenza. Il grande ciclo reclama una sua vitale conclusione. Ti abbiamo insegnato a nuotare – e pure un sacco di altra roba matematico/fisica che ti tornerà utile solo in un’altra vita, ora tocca a te: quello è l’oceano. Inevitabile, un’ultima volta, guardarsi indietro. E alla vigilia del quinto anno cominci a sentire qualcosa, oltre alla voglia di uscire. Un po’ come se sapessi che la porta che ti chiuderai alle spalle, all’inizio non proprio amata e decisamente sofferta, ti mancherà per certi versi. In un certo senso stai per andare a scrivere, con la solita bic che giace dal protozoico nel tuo astuccio, la parola fine su una parte della tua vita, quella fra i banchi. Forse, potresti persino renderti conto che hai vissuto momenti gloriosi, forse i migliori anni della tua vita? Nah, è troppo presto per dirlo. Probabilmente sotto esame cambierò opinione, ma per adesso mi accontento di buttare giù queste righe.

Stamattina, a piedi o in moto, hai rotto la bolla che circonda la tua scuola durante il periodo estivo, formata dalla consapevolezza che non ci dovrai ritornare per un po’ e dalla strana impressione di vederla ancora vuota – come se stesse dormendo. Di nuovo la vecchia routine, i volti degli amici, le bidelle, il bar. Non te ne rendi tanto conto, un po’ stralunato: sarà che ti sei alzato cinque ore prima rispetto alla media estiva e che hai una cera così bella che potresti recitare come zombie in The Walking Dead senza passare dal trucco. Adesso l’atmosfera è ancora magica, non c’è la pressione di interrogazioni, programmi e verifiche. L’incanto non è destinato a durare, questo già lo sai. Tutto sommato la vita di una scuola sono in buona parte i suoi studenti e questa mattina l’hanno rianimata, in qualche cinque battuto e un abbraccio frettoloso prima della lezione. È dura riprendere, un po’ per tutti. Anche se questa sospensione che ha ancora il sapore dei sogni interrotti dalla sveglia è vita allo stato puro. Forse ancora un po’ assonnata, ma che si stiracchia verso un altro anno – lungo, difficile e in grado di metterti a dura prova i nervi, ma che farai pur sempre tuo, soprattutto fuori ma anche un po’ dentro la scuola.

Vorrei poter dipingere i vostri sguardi con le parole, non ne sono in grado.

Può darsi che, giunto qui, tu ti stia dicendo roba tipo : «Invece che piangere in sumero per la fine dell’ora d’aria ed il rientro in carcere, tu ci scrivi un articolo sopra. Devi fare qualcosa come la raccolta punti dei problemi mentali». E hai ragione, bello mio. Sorridi in ogni caso, il primo giorno è già andato.

Adesso, che questo sia per te il primo, l’ultimo o qualsiasi altro anno qui, non mi resta che farti gli auguri. Tieni duro, anche se hai appena cominciato. Fai il bravo e metti lì una grande annata, la migliore di sempre. I passi che metti in fila ogni giorno nei corridoi, per andare in classe, in bagno o al bar, sono pur sempre passi verso il futuro.

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